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21 November 2013

Donne Protagoniste nel Novecento alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti

The Costume Gallery of Pitti Palace in Florence celebrates its 30th anniversary with a new exhibition dedicated to the "Women in the Spotlight in the Twentieth Century": fashion icons and interpreters who went beyond the fashion designers' messages, creating a personal style code.

La Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze celebra i suoi primi 30 anni con un nuovo allestimento dedicato alle "Donne Protagoniste del Novecento": donne che hanno fatto e seguito la moda diventandone colte interpreti, andando ben oltre il messaggio degli stilisti, ricorrendo ad uno stile del tutto personale e spesso fuori dagli schemi, che le ha rese "Donne Protagoniste".

Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo - Gianni Versace oroton dress for Sanremo 84 - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo
Gianni Versace oroton dress for Sanremo 84 - Galleria del Costume Firenze


The Superintendent of the Polo Museale of Florence, Cristina Acidini, during the press conference explained that the clothes of the Costume Gallery of the Pitti Palace can't be on display for more than 2/3 years for conservative reasons. This means that the Gallery usually has to hold a two-year exhibition, which tries to display as many items as possible, covering a large time laps, from the eighteenth century to the present days. Nonetheless, Caterina Chiarelli, the director of the Costume Gallery, explained that for the next two years the exhibition will be mainly focused on the twentieth century, dedicating each room to an important woman whose personality emerges from the garments she has worn, created or collected in her life.

Come ha spiegato durante la conferenza stampa il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, gli abiti facenti parte della collezione della Galleria del Costume di Palazzo Pitti, non possono rimanere in esposizione per più di 2/3 anni, per motivi di conservazione. Ciò comporta una continua rotazione biennale dei pezzi, tentando di esporre quanti più capi possibili e cercando di coprire un grande arco temporaneo che va dal Settecento sino ai giorni nostri. Come precisa la direttrice della Galleria, Caterina Chiarelli, questa "rotazione" è invece mirata sul Novecento, ed ogni sala è dedicata al guardaroba di una donna che è stata (o è tuttora) protagonista in una determinata specificità ed i cui tratti distintivi della personalità emergono dallo stile dai capi che indossa, crea o colleziona.

Presentazione Donne protagoniste del Novecento - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Presentazione Donne protagoniste del Novecento - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013

The exhibition designed by the architect Mauro Linari, shows the most peculiar features of the women, matching the clothes with their memorabilia, photos or paintings.
The first room is dedicated to Rosa Angela Caterina Genoni (1867-1954), an activist committed to the rights claim against the exploitation of female labor, but also a famous skilful seamstress considered as the "founder of Italian fashion".
She began her seamstress apprenticeship at the age of ten, but it was only when she moved to France, after looking at the French fashion illustrators, that she realized the importance of creating a sort of "culture of the Italian style" by making albums with the ancient apparels taken from the Italian art masterpieces.
In 1906 she attended the Womenswear section of the International Exhibition in Milan presenting the result of her theories with 14 dresses made by the Humanitarian Female School (she was the director and teacher of the Tailoring section), inspired to the works of Botticelli, Bramante, Donatello, Ghirlandaio, Mantegna, Pisanello, Raphael, Titian and Veronese.
In the new setting of the Costume Gallery of Pitti Palace there are two of those 14 dresses: the Pisanello court cape and the Botticelli evening gown, accompanied by some illustrations of the book "Per una moda italiana: Modelli, Saggi, schizzi di abbigliamento femminile: 1906-1909", in which Rosa Genoni showed all her creations inspired to ancient art and traditional costumes, revolutionizing the clothes decoration with the introduction of three-dimensional embroidery.

Il percorso espositivo progettato dall'architetto Mauro Linari mostra di sala in sala gli aspetti più peculiari delle singole protagoniste, abbinando agli abiti nelle vetrine anche cimeli, foto o quadri che le ritraggono nel loro splendore.
La prima sala è dedicata a Rosa Angela Caterina Genoni (1867-1954), attivista a cavallo tra Ottocento e Novecento, impegnata sul fronte delle rivendicazioni contro lo sfruttamento del lavoro femminile, nonché abilissima sarta considerata “l’ideatrice della moda italiana”.
Inizia la sua gavetta da sarta all'età di dieci anni, ma sarà guardando i disegnatori francesi che intuirà l'importanza di creare una vera e propria cultura dello stile italiano realizzando dei grandi album con le antiche fogge tratte dai capolavori dell'arte italiana o con le tecniche di cucito e ricamo della tradizione. Nel 1906 partecipa all’Esposizione Internazionale a Milano e nella Sezione “Abbigliamenti Femminili” presenta ufficialmente il risultato pratico delle sue teorie con 14 abiti realizzati grazie alla collaborazione della Scuola Professionale Femminile Umanitaria (di cui è dirigente della sezione Sartoria e docente, ricoprendo la prima cattedra italiana di Storia del Costume), ispirati alle opere di Botticelli, Bramante, Donatello, Ghirlandaio, Mantegna, Pisanello, Raffaello, Tiziano e Veronese.
Nel nuovo allestimento della Galleria del Costume sono esposti proprio due di questi esemplari: il manto di corte ispirato a Pisanello e l’abito da ballo tratto dalla Primavera del Botticelli, accompagnati dalle illustrazioni del volume "Per una moda italiana: Modelli, Saggi, schizzi di abbigliamento femminile: 1906-1909" in cui Rosa Genoni mostrava tutte le sue creazioni ispirate all’arte antica ed ai costumi tradizionali popolari, rivoluzionando il campo della decorazione per abiti con l'introduzione di ricami naturalistici tridimensionali mai sperimentati prima.

Donne protagoniste del Novecento - Rosa Genoni abito Primavera - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Rosa Genoni abito Primavera - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Rosa Genoni mantello Pisanello - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Rosa Genoni mantello Pisanello - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Rosa Genoni mantello Pisanello - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Rosa Genoni mantello Pisanello - Galleria del Costume Firenze 

The second room pays homage to the legendary actress Eleonora Duse (1858-1924). She was introduced to the fashion garments of the painter Mariano Fortuny by Gabriele D' Annunzio. Since then, Eleonora Duse established a genuine relationship of friendship and admiration for the Spanish artist who made very unique dresses in his Venetian atelier. In the Costume Gallery we can see Mariano Fortuny dresses, tunics and surcoats dating between 1909 and 1921, a particular period in which Eleonora Duse was away from the scene, but still liked to wear unique dresses made of fine fabrics in cool and shiny shades.

La seconda sala celebra il mito dell'attrice Eleonora Duse (1858-1924), introdotta alla moda del pittore Mariano Fortuny quando Gabriele D'Annunzio tentò di affidargli la realizzazione di costumi e scenografie per la tragedia "Francesca da Rimini". Da allora, nonostante la rinuncia a tale incarico, la Duse instaurò un vero e proprio rapporto di amicizia e ammirazione nei confronti dell'artista spagnolo, che nel suo atelier veneziano realizzava abiti dalle silhouette e cromie uniche nel loro genere. In Galleria sono esposti abiti, tuniche e sopravvesti databili tra il 1909 ed il 1921, periodo in cui la Duse rimase lontana dalle scene, non rinunciando però ad abiti di finissima fattura e tessuti pregiati dalle tonalità fredde e brillanti, come i blu e gli azzurri.

Donne protagoniste del Novecento - Eleonora Duse - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Eleonora Duse - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Eleonora Duse abiti Mariano Fortuny - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Eleonora Duse abiti Mariano Fortuny - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Eleonora Duse abiti Mariano Fortuny - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Eleonora Duse dettaglio abito Mariano Fortuny - Galleria del Costume Firenze   

Donne protagoniste del Novecento - Eleonora Duse abiti Mariano Fortuny - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Eleonora Duse abiti Mariano Fortuny - Galleria del Costume Firenze   

Donne protagoniste del Novecento - Eleonora Duse abiti Mariano Fortuny - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Eleonora Duse dettaglio abito Mariano Fortuny - Galleria del Costume Firenze

The dresses on display in the third room bring the visitors in the salons attended by Donna Franca Florio (1873-1950), a Sicilian noble woman who became famous during the Belle Époque, after she got married in 1893 with Ignazio Florio, the member of one of the richest families of the country, owner of fleet, industries, mines and trading companies. Since then her life was transformed into a multitude of worldly appearances, where her presence was always noticed and commented in the chronicles of the time. In the Costume Gallery there are a black velvet two-piece formal dress with deep V-neck and scroll cut-out motif embroidery, reproduced even by the painter Giovanni Boldini (1901) in the version without bib; and the blue silk court cape by Ventura atelier in Milan, edged with golden cords arranged as Savoy nodes because from 1902 Donna Franca Florio became lady-in-waiting to the Queen of Italy.

I due sontuosi abiti esposti nella terza sala proiettano il visitatore nei salotti in cui presenziava Donna Franca Florio (1873-1950), protagonista della scena internazionale al tempo della Belle Époque. Nobile aristocratica palermitana dall'eleganza sopraffina, nel 1893 sposa Ignazio Florio, esponente di una delle famiglie più ricche del paese, proprietari di flotte, industrie, miniere e aziende di commercio; da allora la vita si trasforma in un'infinità di apparizioni mondane, in cui la sua presenza è sempre notata e commentata nelle cronache del tempo, rendendo necessario un continuo cambio di abiti all’altezza del nome dei Florio. In Galleria sono presenti l'abito di velluto nero con scollo a V lavorato ad intaglio, immortalato anche da Giovanni Boldini (1901) nella versione senza pettorina; ed il manto di corte in seta blu della sartoria Ventura di Milano, bordato con cordoncini dorati disposti secondo il nodo Savoia, poiché dal 1902 Donna Franca Florio divenne dama di corte della Regina d'Italia.


Donne protagoniste del Novecento - Donna Franca Florio - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Donna Franca Florio - Galleria del Costume Firenze 

Donne protagoniste del Novecento - Donna Franca Florio by Giovanni Boldini - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Donna Franca Florio black velvet gown (1901) - Galleria del Costume Firenze
Donna Franca Florio portrait by Giovanni Boldini (1901)

Donne protagoniste del Novecento - Donna Franca Florio cape - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Donna Franca Florio cape by Ventura Atelier (1925-1930)
Galleria del Costume Firenze - Nov 2013 

Donne protagoniste del Novecento - Donna Franca Florio cape - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Donna Franca Florio cape with Savoy golden nodes (1925-1930)
Galleria del Costume Firenze 

In the next room 4 dresses try to filling the void that the recent death of Anna Piaggi has left in the world of contemporary fashion. Conceptual fashion journalist of the Double Pages on Vogue Italia, historic muse of Karl Lagerfeld and wife of the photographer Alfa Castaldi, Anna Piaggi always stood out for her personal way of interpreting fashion, collecting and wearing haute couture garments mixed with workwear or everyday objects transformed into accessories.
Caterina Chiarelli, the director of the Costume Gallery, explained me that the four dresses on display were purchased by the Italian Ministry of Heritage and Culture in 2009, when the Export Office of the Superintendent for the historical, artistic and ethno-anthropological heritage of Milan, suspended the export of 28 historical clothes owned by the journalist, ready to leave Italy for an auction in London. At the moment in the Costume Gallery there are on display a Maria Monaci Gallenga mantle, a Schiaparelli evening dress and two floral Paul Poiret capes whose Anna Piaggi was particularly fond of.

Nella sala adiacente, 4 abiti cercano di colmare il grande vuoto che la recente scomparsa di Anna Piaggi ha lasciato nel mondo della moda contemporanea. Concettuale giornalista di moda delle Doppie Pagine di Vogue Italia, storica musa di Karl Lagerfeld e moglie del fotografo Alfa Castaldi, Anna Piaggi si è sempre contraddistinta per il suo personale modo di interpretare la moda collezionando, ma soprattutto indossando capi haute couture mixati con divise da lavoro o oggetti della più svariata natura trasformati all'occorrenza in accessori/divertissement.
Come raccontatomi dalla direttrice della Galleria del Costume, Caterina Chiarelli, i quattro capi in mostra furono acquistati dal Ministero per i Beni e le attività culturali nel 2009, quando l’Ufficio Esportazione della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etno-antropologici per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio, Varese, sospese l’esportazione di 28 abiti storici di proprietà della giornalista, destinati ad una vendita all’asta a Londra. Nella Galleria del Costume al momento sono esposti i due manti floreali Paul Poiret, un manto firmato Maria Monaci Gallenga ed un abito da sera Schiaparelli, capi a cui la Piaggi era particolarmente affezionata e con cui si fece fotografare in più occasioni.

Donne protagoniste del Novecento - Karl Lagerfeld and Anna Piaggi wearing Maria Monaci Gallenga cape (1920) - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Karl Lagerfeld and Anna Piaggi wearing Maria Monaci Gallenga cape (1920)
Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Anna Piaggi wearing Paul Poiret cape (1920) - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Anna Piaggi wearing Paul Poiret cape (1920) - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Anna Piaggi collection
Paul Poiret cape (1911-1915) and Schiaparelli dress (1936-1937) - Galleria del Costume Firenze


The setting of the fifth room was possible thanks to Alessandro Quasimodo's donation, the son of the Italian poet Salvatore Quasimodo and the actress, poet, writer and dancer Maria Cumani. Alessandro Quasimodo, who attended the press conference, remembered his mother not only as the muse of his father, but also as a vital, energetic and enthusiastic woman even when in 1986, at almost 80 year old she was the first dancer in the Fedora play by Umberto Giordano at the Verona Philharmonic Theatre. The garments on display prove the refined taste of Maria Cumani not only for the exotic-inspired stage costumes, but also in the fine vintage dresses given to her as presents from friends and admirers that she used for everyday life and special occasions (the black one from the 20s probably belonged to Sarah Bernhardt).

L'allestimento della quinta sala è stato reso possibile grazie alla donazione di abiti di Alessandro Quasimodo, figlio del poeta Salvatore Quasimodo e Maria Cumani, attrice, poetessa, scrittrice e danzatrice ispiratasi ad Isadora Duncan e Martha Graham. Il figlio, presente alla conferenza stampa, l'ha voluta ricordare non solo nelle vesti di musa per il padre, ma come una donna vitale, energica ed ancora entusiasta quando nel 1986, quasi 80enne, era la prima danzatrice nella Fedora di Umberto Giordano, al Teatro Filarmonico di Verona. Gli abiti esposti e donati dal figlio testimoniano un gusto ricercato con raffinati capi d'epoca donatile da amici ed ammiratori, di cui uno probabilmente appartenuto all'illustre Sarah Bernhardt, oltre ai leggiadri costumi di scena di ispirazione esotica.

Donne protagoniste del Novecento - Maria Cumani - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013Donne protagoniste del Novecento - Maria Cumani - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Maria Cumani - Galleria del Costume Firenze


Donne protagoniste del Novecento - Maria Cumani - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Maria Cumani
French dress (1920-1923) belonged to Sarah Bernhardt
Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Maria Cumani - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Maria Cumani
Stage costumes - Galleria del Costume Firenze

The sixth room is dedicated to Antonella Cannavò Florio, a talented pianist and wife of the Count Emilio Florio, Consul of Thailand in Rome, whose home became one of the most fashionable salons of the city between the 50s and 60s. The dresses on display have been donated to the Costume Gallery by Cristina Laspia, nephew of the Countess Antonella Cannavò Florio. They are a prove of the retro style spread amongst the richest Italian families in the 50s by Emilio Schuberth, the famous Roman couturier who was inspired by the nineteenth-century romantic clothing made with experimental materials. Just looking at the floral decorations and the tailoring constructions of the dresses belonging to Antonella Cannavò Florio we can understand how the Roman high society was linked to a sort of fashion fairytale of the past.

La sesta sala è dedicata ad Antonella Cannavò Florio, talentuosa pianista e moglie del conte Emilio Florio, console di Thailandia, la cui abitazione romana divenne uno dei salotti più in voga della città tra gli anni 50 e 60. Gli abiti presenti in Galleria, sono stati donati da Cristina Laspia, nipote della contessa, e rappresentano una testimonianza del gusto retrò diffuso negli ambienti facoltosi dell'epoca; si tratta di infatti di abiti provenienti dall'atelier di Emilio Schuberth, famoso couturier romano che rileggeva i temi dell'abbigliamento romantico ottocentesco con i nuovi materiali del boom economico. Basta osservare i decori floreali e la costruzione degli abiti per capire come i sarti romani fossero legati ad una moda fiabesca di altri tempi.

Donne protagoniste del Novecento - Antonella Cannavò Florio - Emilio Schuberth dresses - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Antonella Cannavò Florio
Emilio Schuberth dresses - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Antonella Cannavò Florio
Emilio Schuberth dress (1949/50) - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Antonella Cannavò Florio - Emilio Schuberth dresses - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Antonella Cannavò Florio
Emilio Schuberth dresses - Galleria del Costume Firenze

The tour continues with a room dedicated to the Italian singer Patty Pravo. She seems to descend the winding staircase of the Sanremo Music Festival 1984 wearing a wonderful metal mesh dress by Gianni Versace while singing "Per una bambola".
On the side boxes there are the three other outfits worn in several editions of Sanremo Music Festival: two Gucci dresses from 1987 studded with fake pearls and sequins; and a Roberto Cavalli two-pieces embroidered dress from 2002. The set of this room designed by the architect Mauro Linari worths the visit to the Costume Gallery not only for Patty Pravo's lovers, but for all those fashion curators and set-designers who look for a good example of how clothes can come alive outside the display cabinets.

Il percorso continua con una sala dedicata agli abiti donati dalla cantante italiana Patty Pravo che sembra immortalata mentre scende la sinuosa scalinata luminosa del Festival di Sanremo 84 indossando l'abito in oroton di Gianni Versace sulle note di "Per una bambola".
Sui palchi laterali altre mise indossate sempre in occasione del Festival di Sanremo: due abiti Gucci del 1987 tempestati di perle jais e paillettes che riecheggiano gli anni 60, ed un completo in tulle avorio Roberto Cavalli del 2002 con giacchino e gonna a ruota interamente ricamati con applicazioni iridescenti. L'allestimento di questa sala ad opera dell'architetto Mauro Linari, vale l'intera visita alla galleria non solo per gli amanti della cantante, ma per tutti quei curatori e set-designer che cercano un esempio positivo di come gli abiti possano prendere vita in una mostra di moda e costume, qualora non sia obbligatoria un'esposizione all'interno di teche protettive.


Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo room - Galleria del Costume Firenze  

Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo room - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013  

Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo - Gianni Versace oroton dress for Sanremo 84 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo
Gianni Versace oroton dress for Sanremo 84 - Galleria del Costume Firenze 

Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo - Gianni Versace oroton dress for Sanremo 84 - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo
Gianni Versace oroton dress for Sanremo 84 - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013  

Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo Gianni Versace oroton dress for Sanremo 1984; Gucci dress for Sanremo 1987 Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo
Gianni Versace oroton dress for Sanremo 1984; Gucci dress for Sanremo 1987
Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo - Gucci dress for Sanremo 1987 Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo
Gucci dress for Sanremo 1987 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo - Gucci dress for Sanremo 1987; Roberto Cavalli dress for Sanremo 2002 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo
Gucci dress for Sanremo 1987 (right); Roberto Cavalli dress for Sanremo 2002 (left)
 Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo - Gucci dress for Sanremo 1987 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo - Gucci dress for Sanremo 1987 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo - Roberto Cavallli dress for Sanremo 2002 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo
Roberto Cavalli dress for Sanremo 2002 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo - Roberto Cavalli dress for Sanremo 2002 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Patty Pravo
Roberto Cavalli dress for Sanremo 2002 - Galleria del Costume Firenze

The eighth room is dedicated to Susan Nevelson, model, painter, designer and invisible alter-ego of Ken Scott, who chose her as the only prints designer since the launch of his eponymous brand in 1962. Thanks to her colorful prints Ken Scott became one of the most revolutionary and unique fashion brand in the world. On display, in addition to clothes, fabrics and designs, there are memorabilia of Susan Nevelson with Ken Scott, but also some recent portraits in which the designer wears the latest creations of the young, talented and visionary milliner Eleonora Bruno.

Dal talento di una cantante si passa poi all'estro di ben due designer diametralmente opposte tra loro. L'ottava sala è infatti dedicata a Susan Nevelson, modella, pittrice, designer nonché invisibile alter-ego dell'amico stilista Ken Scott, che sin dal lancio dell'eponimo brand (1962) la lega a sé con un contratto di esclusività per i suoi disegni pieni di vitalità e brio che renderanno la moda KS rivoluzionaria ed unica nel panorama mondiale. Nell'allestimento oltre ad abiti, tessuti e disegni sono presenti anche delle foto di repertorio di Susan Nevelson insieme a Ken Scott, ma anche alcuni ritratti recenti in cui la designer indossa le ultime creazioni della talentuosa e visionaria modista fiorentina Eleonora Bruno.

Donne protagoniste del Novecento - Susan Nevelson - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Susan Nevelson for Ken Scott - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Susan Nevelson - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013 Donne protagoniste del Novecento - Susan Nevelson - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Susan Nevelson - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Susan Nevelson wearing Eleonora Bruno headpiece - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013 Donne protagoniste del Novecento - Susan Nevelson wearing Eleonora Bruno headpiece - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Susan Nevelson wearing Eleonora Bruno headpiece 
Galleria del Costume Firenze


In the ninth room there are the creations of Lietta Cavalli, an atypical Florentine figure in the fashion world. After inheriting her mother's tailor's shop in the 60s, she decided to launch her own knitwear brand called Mali, aiming to make unique handmade clothes that didn't follow the fashion trends, which soon were recognized as art objects by the critics. After 30 years of success and critical acclaims, she broke free from the suffocating rhythm of the fashion system and she began to create rare fabrics similar to tapestries, meant to be used for interior decoration. In the Costume Gallery there are some of the dresses she donated, but also items she lent for the occasion, in addition to books on her work and some furnishings such as tapestries, chairs and armchairs.

Nella nona sala invece si trovano le creazioni di Lietta Cavalli, figura atipica nel campo della moda, che dopo aver ereditato la sartoria della madre negli anni 60, decide di buttarsi nella maglieria con il brand Mali, creando capi unici che non seguono le tendenze del momento e vengono riconosciuti sin da subito come oggetti d’arte. Per liberarsi dai ritmi soffocanti del sistema moda, dopo anni di successi e critiche entusiastiche, lascia l'attività negli anni 90, dedicandosi alla creazione di tessuti ed arazzi, pensati per essere drappeggiati come complementi d'arredo. In Galleria sono esposti alcuni degli abiti da lei donati, ma anche capi prestati appositamente per l'occasione, oltre ai libri a lei dedicati e ai tessuti d'arredo disposti lungo le pareti della sala, insieme a sedie e poltroncine del suo arredamento di casa.


Donne protagoniste del Novecento - Lietta Cavalli - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Lietta Cavalli - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Lietta Cavalli dress detail- Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Lietta Cavalli - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Lietta Cavalli furniture and book - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Lietta Cavalli - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Lietta Cavalli dresses - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Lietta Cavalli dresses and furnishing- Galleria del Costume Firenze

The two following rooms are dedicated to Cecilia Matteucci Lavarini, one of the most important Italian fashion collectors, always present in the front row of the main fashion shows, at the art or fashion auctions, exhibition openings, art fairs, theatre and music performances worldwide. Featuring an incredible culture, she might be considered as the Marchesa Casati of our times, thanks to her endless wardrobe through which she experiences unusual matches and combinations according to a very personal and avant-guard style. The setting of the two rooms is expected to become a key destination for all the true fashion lovers because Cecilia Matteucci Lavarini herself has styled every single outfit with such amazing details that reveal her eclectic and unique personality. Iconic Yves Saint Laurent, Chanel and Nina Ricci dresses dialogue in an almost disarming harmony with Prada, Comme des Garçons, antique jewelry and an old English cape from the 20s. Two cabinets of curiosities in which you get lost and it's impossible to note every single detail conceived and curated by the collector herself, who announced that with her testament she will donate 3000 pieces of French haute couture to the Costume Gallery.

Le due sale successive sono dedicate a Cecilia Matteucci Lavarini, una delle collezioniste di moda più importanti d'Italia, sempre presente nei front row delle sfilate, alle aste (di arte o di moda), vernici di mostre, biennali, prime teatrali e concerti in tutto il mondo. Dotata di una cultura incredibile, potrebbe essere definita la Marchesa Casati dei giorni nostri grazie anche al suo sterminato guardaroba attraverso il quale sperimenta abbinamenti secondo un gusto del tutto personale che anticipa i tempi. L'allestimento delle due salette è destinato a diventare una meta fondamentale per tutti i veri cultori della moda grazie al particolare styling curato interamente dalla stessa Cecilia Matteucci Lavarini, in cui ogni singolo accessorio, gioiello, oggetto, libro esposto manifesta la sua eclettica ed ineguagliabile personalità. Capi iconici di Yves Saint Laurent, Chanel e Nina Ricci dialogano con Prada e Comme des Garçons unendosi a gioielli d'antiquariato ed un mantello inglese degli anni 20 in un'armonia quasi disarmante che lascia estasiato chiunque veda quelle vetrine. Due Wunderkammer in cui perdersi e nelle quali diventa impossibile notare ogni singolo dettaglio pensato e curato dalla magnanima collezionista che durante la conferenza stampa ha annunciato di aver disposto nel testamento un lascito di circa 3000 pezzi di haute couture francese alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti.


Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini abito Comme des Garçons - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013                       Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - English cape (1920) - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini
Comme des Garçons jacket (SS2004); English velvet cape (1920)
Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - gilet Comme des Garçons - Galleria del Costume FirenzeDonne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - gilet Comme des Garçons - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini
Commes des Garçons (SS2004) - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - Nina Ricci 1985/1987 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini
Nina Ricci haute couture 1985/1987 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - Sartoria Teresa Bernardelli su disegno di Yves Saint Laurent FW1981 - Galleria del Costume FirenzeDonne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - Yves Saint Laurent FW1993 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini
Sartoria Teresa Bernardelli su modello di Yves Saint Laurent FW1981;
Yves Saint Laurent FW1993 evening dress
Galleria del Costume Firenze


Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - Yves Saint Laurent FW1993 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - Yves Saint Laurent FW1993 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - Chanel SS1994 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini
Chanel SS1994 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - Homage to Chanel - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - Homage to Chanel - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - Homage to Chanel - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - YSL evening dress (1987-1990); Prada FW2007 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini
YSL evening dress 1987-1990; Prada FW2007 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - YSL evening dress 1987-1990 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Cecilia Matteucci Lavarini - Prada FW2007 - Galleria del Costume Firenze


The twelfth room is dedicated to Anna Rontani, Italian writer and journalist between the 50s and 70s, whose wardrobe was sold at an auction in Florence last year. Some of the clothes on display in the Gallery have a particular story for me. A year ago, in fact, I published an article about the auction in which, after an extensive research, I've reported some biographical information on Elda Pavan, describing her as an experimental Venetian weaver of the 60s. After a few months I was contacted by Mr. Enrico Sartoni, Elda Pavan's son, who explained me that his mother wasn't the weaver emerged from my researches, but an high fashion designer and also a close friend of Anna Rontani, with whom they often met all together in Versilia. As soon as I could I added an errata in the blog post with due thanks to Mr. Sartoni, and after some time I was contacted by Francesco Campidori, a young Florentine fashion collector who read my post (the rare notebooks in which Anna Rontani used to pin the clothes she wanted to buy, come from his collection). He told me about the new exhibition setting of the Costume Gallery and he needed to get in touch with Mr. Sartoni for documenting the new catalog and finally throwing a light on Elda Pavan, one of the forgotten figures of the Italian fashion.
You can easily imagine my thrill when I met all the people involved in this story at the exhibition opening and for being part of an important page of Italian fashion thanks to my blog.

La dodicesima sala è dedicata alla figura di Anna Rontani, scrittrice e giornalista tra gli anni 50 e 70 di cui circa un anno fa è andato all'incanto l'intero guardaroba alla casa d'aste Maison Bibelot di Firenze. Alcuni degli abiti presenti in questo allestimento della Galleria hanno una storia particolare che in un certo senso mi vede coinvolto in prima persona. Circa un anno fa infatti ho pubblicato un articolo/rassegna sull'asta riportando, dopo approfondite ricerche, alcune notizie biografiche su Elda Pavan, classificandola come sperimentale tessitrice veneta degli anni 60. Dopo qualche mese fui contattato dal figlio di Elda Pavan in persona, che mi corresse precisando che sua madre non solo non era la tessitrice omonima emersa dalle mie ricerche, ma una vera e propria stilista molto amica di Anna Rontani, con cui spesso si incontravano tutti insieme in Versilia. Inserito l'errata corrige nel blog con i dovuti ringraziamenti al Sig. Enrico Sartoni, vengo contattato da Francesco Campidori, giovanissimo collezionista di moda fiorentino (i quaderni esposti in mostra, in cui Anna Rontani appuntava i vestiti che voleva comprare o imitare, provengono dalla sua collezione), che, informandomi del nuovo allestimento della Galleria e la necessità di documentare il catalogo mi chiedeva di poter entrare in contatto con il figlio di Elda Pavan e fare finalmente luce su una delle figure dimenticate della storia della moda italiana. Vi lascio immaginare l'emozione di poter conoscere tutti i diretti interessati all'inaugurazione dell'esposizione e sentirsi in un qualche modo parte di una pagina della moda italiana grazie al blog.

Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani room - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani room - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani
Loris Azzaro 1989 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani Sartoria Sargentini (1950-1955) - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani
Sartoria Sargentini (1950-1955) - Galleria del Costume Firenze


Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani - cocktail dress 70s - Galleria del Costume FirenzeDonne protagoniste del Novecento - Anna Rontani - Jole Veneziani 1964 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani
Cocktail dress 70s; Jole Veneziani ensemble 1964 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani - Sartoria Sargentini Wrap Skirt 1959/1960 - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani
Sartoria Sargentini Wrap Skirt 1959/1960 - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani room from right: Elda Pavan (attr.) cocktail blouse 1968-70; Renato Balestra cocktail ensemble 1965;  Elda Pavan suit 1968-70; Elda Pavan evening coat 1968-70 Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani room
from right: Elda Pavan (attr.) cocktail blouse 1968-70; Renato Balestra cocktail ensemble 1965;
Elda Pavan suit 1968-70; Elda Pavan evening coat 1968-70
Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Anna Rontani room from right: Elda Pavan (attr.) cocktail blouse 1968-70 - Galleria del Costume Firenze


The clothes selection ends with the rooms dedicated to the wedding dresses, the white clothes designed for the fateful moment in which each woman becomes a star for a day. Models of local tailors and from the major international brands alternate in an overview that re-traces the history of the wedding dresses of the twentieth century, from the 10s up to the 80s with a gown by Oleg Cassini.

La selezione di abiti si conclude con le sale dedicate agli abiti da sposa, gli abiti candidi disegnati per il fatidico momento in cui la donna diventa protagonista per un giorno. Sartorie locali e nomi di grandi griffe internazionali si alternano in un excursus che ripercorre la storia degli abiti da sposa nel Novecento, dagli anni 10 sino agli anni 80 con un modello di Oleg Cassini.


Donne protagoniste del Novecento - Wedding dresses - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013

Donne protagoniste del Novecento - Wedding dresses - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013Donne protagoniste del Novecento - Wedding dresses - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013

Donne protagoniste del Novecento - Wedding dresses - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013

Donne protagoniste del Novecento - Wedding dresses - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013Donne protagoniste del Novecento - Wedding dresses - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013

Donne protagoniste del Novecento - Wedding dresses - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013

Donne protagoniste del Novecento - Wedding dresses - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013


Finally, the room reserved to the world of accessories with three distinct sections. The first is dedicated to Atelier Rwanda, a project launched in 2007 with the financial support of Soroptimist International by Bettina Scholl Sabbatini and some designers from the San Marino University and the University of Architecture of Venice (IUAV). Their aim is to help Rwandan women's economic independance, diversifying their production of traditional objects made with the ancient weaving techniques, introducing new jewelry and accessories models.

Infine, la sala riservata al mondo degli accessori con ben tre sezioni distinte che hanno come protagoniste le donne. La prima è dedicata ad Atelier Rwanda, un recente progetto lanciato nel 2007 da Bettina Scholl Sabbatini con il sostegno finanziario del Soroptimist International che insieme ad un gruppo di designers dell’Università di San Marino e successivamente dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) si propongono di diversificare la produzione di oggetti realizzati con le tradizionali tecniche di intreccio vegetale delle donne artigiane Rwandesi introducendo modelli sempre nuovi di gioielli ed accessori.


Donne protagoniste del Novecento - Atelier Rwanda - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Atelier Rwanda - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Atelier Rwanda - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013  Donne protagoniste del Novecento - Atelier Rwanda - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Atelier Rwanda - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Atelier Rwanda - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Atelier Rwanda - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Rwanda Atelier - Galleria del Costume Firenze - Nov 2013
Donne protagoniste del Novecento - Atelier Rwanda - Galleria del Costume Firenze 
Another section is dedicated to Flora Wiechmann Savioli, woman with a strong artistic sensibility born in Florence in 1917 and married to the architect Leonardo Savioli, who encouraged her to express her creativity realizing (from the mid-fifties until 1968) jewelry pieces featured by a postmodern style using various materials such as silver, semi-precious stones, steel, iron and brass, as well as painting on fabrics, prints and engravings preserved since 2000 at the Costume Gallery.

Un'altra sezione è dedicata a Flora Wiechmann Savioli, donna dalla forte sensibilità artistica nata a Firenze nel 1917 e dal 1950 moglie dell'architetto Leonardo Savioli, che la incoraggiò nell'esprimere la sua vena creativa realizzando, dalla metà degli anni Cinquanta fino al 1968, gioielli in vari materiali (argento, pietre semipreziose, ma anche acciaio, ferro, ottone) dall’insolito aspetto postmoderno, oltre a lavori di pittura su tessuto, stampa e incisioni custodite dal 2000 alla Galleria del Costume.

Donne protagoniste del Novecento - Flora Wiechmann Savioli - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Flora Wiechmann Savioli - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Flora Wiechmann Savioli - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Flora Wiechmann Savioli - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Flora Wiechmann Savioli - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Flora Wiechmann Savioli - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Flora Wiechmann Savioli - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Flora Wiechmann Savioli - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Flora Wiechmann Savioli - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Flora Wiechmann Savioli - Galleria del Costume Firenze

The last "woman in the spotlight" is Angela Caputi, the Florentine contemporary jewelry designer famous throughout the world for being a pioneer in the use of synthetic resins since the 70s, when she launched her eponimous line Angela Caputi Giuggiù. She introduced in the jewelery design the concept of personalized jewelry by respecting the identity of each individual customer. Her inclination for materials research, the study of natural shapes and the anatomy of the human body have made her workshop in Via Santo Spirito one of the key places of the Florentine craftmanship creativity, a destination not only for tourists, but for a sought and loyal clientele who can appreciate the direct contact with the designer. Among the pieces Angela Caputi has donated to the Costume Gallery there are three necklaces and two pins, that re-trace the basic steps of her forty-year artistic production.

L'altra donna è invece Angela Caputi, jewelry designer contemporanea attiva a Firenze e famosa in tutto il mondo per essere stata una pioniera nell'impiego delle resine sintetiche sin dagli anni 70, quando con la sua omonima linea di bijoux Angela Caputi Giuggiù introdusse nel panorama della gioielleria il concetto di gioiello personalizzato, realizzato rispettando e valorizzando soprattutto l'identità di ogni singola cliente. La sua propensione per la ricerca dei materiali, lo studio delle forme e dell'anatomia del corpo umano da quarant'anni hanno reso il suo laboratorio in via Santo Spirito uno dei luoghi fulcro della creatività artigianale fiorentina, meta non solo di turisti, ma di una fedele clientela ricercata in grado di apprezzare il rapporto vis-a-vis che la designer vuole mantenere con ogni donna. Tra i pezzi donati dalla designer stessa ed esposti in Galleria vi sono tre collane e due spille, che ripercorrono i passaggi fondamentali della sua quarantennale produzione artistica.



Donne protagoniste del Novecento - Angela Caputi - Galleria del Costume Firenze

Donne protagoniste del Novecento - Angela Caputi - Galleria del Costume Firenze
Donne protagoniste del Novecento - Angela Caputi - Galleria del Costume Firenze


Alessandro Masetti - The Fashion Commentator
Special Thanks to Opera Laboratori Fiorentini Spa - Civita Group Press Office
Info to visit the Galleria del Costume di Palazzo Pitti

12 comments:

  1. vabbè ale...comunque questi non sono "abiti"!!!
    queste sono vere e proprio opere d'arte e storia!
    io ti invidio davvero perchè tu puoi vederli con i tuoi occhi ma ti ringrazio tantissimo soprattutto perchè riesci a condividere queste bellezze anche con persone lontane (tipo me da Palermo)
    quindi un gigantesco grazie per le foto e per i post dai quali imparo sempre tantissimo!
    un bacione

    Syriously in Fashion
    Syriously Facebook Page

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  2. E' così semplice lasciarsi "inglobare" all'interno degli stili così forte dei designer, che l'idea di una mostra che invece esalti la personalità (e il gusto) di quelle donne che sono diventate interpreti "superando" in un certo senso lo stilista è qualcosa di davvero originale.

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  3. Grazie Alessandro per averci guidato attraverso le sale di questo posto incantato ... devo dire che gli abiti di Patty Pravo sono ancora assolutamente modernissimi!
    www.pescaralovesfashion.com

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  4. A stunning exhibition of very talented designers and artisans. Exquisite work!

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  5. Wow, la mostra merita sicuramente una visita!!
    Gli abiti sono tutti bellissimi, quelli di Patty Pravo sono proprio wow!
    Ma perché sei andato senza di meeeeeeeeee!
    Sai ti confesso una cosa: la Galleria del Costume di Firenze è uno dei pilastri della mia educazione nel campo moda..la prima volta che sono venuta a Firenze a trovare Marci (avevo 12 anni) mia mamma mi ha portata a visitare il museo e io ero estasiata da tutti quegli abiti da principessa..e poi si sa che la scemenza mi è rimasta inside! Mi sa che ho visitato troppi castelli e palazzi da bimba che ora ho problemi con la realtà! In luoghi del genere mi sento in pace con il mondo!

    XOXO

    Cami

    Paillettes&Champagne

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  6. Bellissima mostra. Non vivere a Firenze ti fa perdere anche cose (e soprattutto) cose come questa. Ignorante, conoscevo solo Anna Piaggi, Patti Pravo ed Eleonora Duse. Donna Franca Florio è una scoperta, bellissimi abiti.

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  7. Con questo post hai mostrato a tutti quanto ami la moda e quanto, con le tue parole, riesci a trasmettere grandi emozioni. Post meraviglioso!!
    Daniela Kaos

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  8. questi capi sono delle vere e proprie sculture! che meraviglia! sarebbe stato bello vederli da vicino!

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  9. Meraviglioso percorso nella storia del costume! Sei un osservatore attento ed interessato ed è un piacere leggerti e, come sai, io apprezzo anche moltissimo i tuoi collage e gli accostamenti grafici con cui accompagni il testo: anche questa volta si sono rivelati di altissimo livello!

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  10. Bellissimo post. Complimenti come sempre Ale!


    www.thebigiofactor.blogspot.com

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  11. Io sono per caso tra queste pagine .
    Lei è sicuramente uno storico del costume.
    E un grande appassionato di moda.
    E' d'accordo con me che la moda è l'autoritratto della società?
    E le mostre di costume come questa che lei ci ha così bene presentato in queste pagine ce lo ricordano.
    Cordialità
    Teresa d. ( venditrice di abbigliamento )

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    Replies
    1. Gentile Teresa,
      Grazie per questo bel commento. Diciamo che al momento posso definirmi un grande appassionato di moda e che non mi dispiacerebbe in futuro realizzare tanti sogni in questo ambito.
      Concordo con la sua espressione perché come dice lei, la moda non è solo il ritratto, ma un vero e proprio autoritratto della società, in quanto sempre più spesso al giorno d'oggi le ispirazioni provengono dalla strada e gli stilisti creano collezioni che inneggiano, sbeffeggiano, educano, riproducono, rileggono la società stessa.
      La società viene osservata, metabolizzata e quindi reinterpretata con un linguaggio diverso, ma comunque è sempre soggetto e oggetto del proprio ritratto, perciò sì condivido in pieno la sua espressione, ma dico anche che non potrebbe essere altrimenti e lo sosteneva anche Georg Simmel un bel po' di tempo fa nel suo piccolo saggio "La Moda" del 1895. Le consiglio la lettura di quest'ultimo (neanche 100 pagine e rieditato nella collana Oscar mondadori) per ritrovare già nelle sue teorie i meccanismi della moda, della vendita, ma soprattutto del passare delle tendenze. Le anticipo solo che tutto dipendeva (e tuttora dipende) dalla disparità economica della società!
      Grazie ancora per il suo appassionato commento,
      Alessandro

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